I temi tecnici e di mercato del settore viaggi e vacanze a cura di Confindustria Assotravel. Questo blog è rivolto principalmente, ma non esclusivamente agli addetti ai lavori e vuole proporre un confronto professionale e manageriale sul rinnovamento del ruolo dell'agente di viaggio tenendo conto dei cambiamenti e degli andamenti in atto sul mercato turistico sia incoming che outgoing.
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mercoledì 29 ottobre 2008
Tribunale Catania dà ragione a un'adv contro IATA
Il Tribunale di Catania ha ordinato alla Iata di riattivare immediatamente i codici di emissione della biglietteria aerea sospesi il 1° ottobre scorso a un’agenzia di viaggio di Acireale. Questi i fatti: il 19 agosto 2008 l'adv aveva ricevuto una richiesta dalla Iata Italia per l’adeguamento della fideiussione fissando al 30 settembre successivo la scadenza per la produzione del documento di polizza. Il direttore tecnico, che nel frattempo si era attivato presso il proprio istituto di credito, aveva tenuto contatti con la Iata richiedendo più volte una proroga considerata l’esiguità del termine e il periodo feriale. All'approssimarsi della scadenza, nonostante il parere favorevole trasmesso dalla banca garante, l’adv aveva prestato una garanzia personale e, a seguito del rifiuto di accettazione, aveva acceso presso la propria banca un deposito vincolato in contanti (di circa 52 mila euro) escutibile a semplice richiesta della Iata Italia. I supporti finanziari di garanzia, seppur provvisori, sono stati però rifiutati dalla Iata che il 1° ottobre comunicava di aver sottoposto alla procedura di ‘under review’ l'adv interdicendo l'uso dei codici di emissione della biglietteria e intimando il pagamento immediato.
Dichiarazione del Presidente di Confindustria Assotravel (Associazione Nazionale Agenzie di Viaggio e Turismo) sul portale italia.it

giovedì 16 ottobre 2008
Fee: uno sguardo sul mercato americano
La Società Americana degli Agenti di Viaggio (ASTA) ha recentemente annunciato la pubblicazione del “Service Fee Report 2007”, un report, unico nel suo genere, che guarda ai cambiamenti della così detta ‘service fee’ nel settore viaggi, dei processi interni alle fees, della costante crescita delle tasse sui travel services . Tutto ciò osservato, però, dal punto di vista dell’agenzia di viaggi.
Dal 1999 ad oggi, negli USA, la percentuale di agenzie che applica tasse sui servizi è aumentata costantemente raggiungendo quasi il 90% del totale. La metà degli intervistati ha dichiarato di applicare fees su una serie di servizi quali: prenotazione hotel, noleggio auto, prenotazioni dei biglietti aerei, ma anche per la sola creazione del pacchetto turistico. Tutto ciò tenendo conto del fatto che, solo tre anni fa, le agenzie che applicavano questo genere di tasse era inferiore ad un terzo del totale.
Alcuni dati, emersi dal report, sono decisamente eloquenti:
- servizi quali prenotazione dei biglietti ferroviari, pianificazione di viaggi e voli, creazione di pacchetti comprensivi di hotel e noleggio auto, costituiscono, oggi, i servizi di viaggio più facilmente soggetti alle fees
- il 10.7 % delle agenzie ottiene almeno il 50% dei propri ricavi dalle entrate costituite dalle services fees
- il 44.4 % degli intervistati prevede dei cambiamenti, nel prossimo futuro, relativi alle services fees, e il 35.4 % di questi dichiara che il cambiamento consisterà nell’aggiunta di ulteriori tasse
- più del 60% delle Agenzie coinvolte nella survey, riferisce di applicare delle tasse anche sulla creazione degli itinerari e sulla semplice consulenza
Chris Reo, presidente e amministratore delegato dell’ASTA, afferma che “una ricerca effettuata dalla società evidenzia come ci sia generale pressione nel voler tagliare i costi ed incrementare le entrate, tuttavia i cambiamenti di scenario nel mercato turistico hanno fatto sì che molte agenzie siano state costrette ad aumentare le tasse sui servizi, ma anche il numero di servizi da tassare”.
Allo stesso tempo, circa la metà delle agenzie coinvolte nella ricerca, ha segnalato come miglior modello di ricavo per il mercato leisure il “Charge no fee: work solely on commissions paid by vendors”, ovvero eliminare le fees cercando di lavorare grazie alle commissioni pagate dai venditori.
Articolo tratto dal sito http://www.asta.org/News/PRDetail.cfm?ItemNumber=4386
giovedì 25 settembre 2008
Corse salate

Dati statistici Adoc e Banca d’Italia 2007 rivelano che l'Italia è il paese europeo che registra le spese più alte per le trasferte dei dipendenti. In particolare il costo medio di una corsa in taxi dall'aeroporto al centro cittadino nelle principali città italiane è di circa 45,62 euro, ovvero il 62,2% in più rispetto alla media delle metropoli europee. A ciò si aggiunga il fatto che nei parcheggi dei principali aeroporti e città italiane i tempi d'attesa prima di trovare una macchina disponibile sono assai lunghi, con rischio di stress o di arrivare tardi agli appuntamenti. E'consigliato dunque l'utilizzo dei mezzi pubblici, che presentano un costo nettamente inferiore e consentono inoltre di limitare notevolmente le emissioni di CO2.
Se poi si considera che circa il 30% dei tassisti non espone in modo chiaramente visibile il tariffario e il tassametro l'uso dei mezzi pubblici è sicuramente consigliato onde evitare di incorrere in sovrapprezzi ingiustificati. A tale proposito si consiglia di consultare attentamente la tabella di comparazione dei costi di taxi e mezzi pubblici nelle principali città italiane presente nell'articolo tratto da Mission.
Vai all'articolo
martedì 23 settembre 2008
I soci Assotravel allo SMAU 2008

mercoledì 17 settembre 2008
Dichiarazione del Presidente di Federturismo Confindustria Wintler sul decreto per la classificazione alberghiera
"Condivido pienamente le preoccupazioni espresse dalle Presidenti di AICA e Confindustria Alberghi, le associazioni alberghiere del sistema Federturismo Confindustria, sul decreto sulla classificazione alberghiera. Piuttosto che lanciarsi in confusi sistemi di classificazione che ci allontanano dal mercato internazionale e che rischiano di produrre solo ulteriori incertezze fra i turisti sarebbe il caso di controllare il funzionamento di quelli esistenti. Ancora una volta il ruolo delle imprese viene fortemente subordinato alle esigenze della politica e quando ciò accade, come recenti vicende dimostrano, non ci si può attendere nessun risultato positivo per lo sviluppo".Roma, 16 settembre 2008
martedì 9 settembre 2008
Federturismo Confindustria contraria alla tassa di soggiorno - Dichiarazione del Presidente Daniel John Winteler

Roma, 9 settembre 2008
Diana Bracco, presidente Assolombarda, in difesa del sistema aereoportuale milanese.
In difesa del sistema aeroportuale milanese il presidente di Assolombarda, Diana Bracco, ha condannato fortemente il piano Alitalia-Air France approvato nei mesi scorsi. Piano che, eliminando la maggior parte dei voli intercontinentali e internazionali sull’aeroporto di Milano Malpensa, relegherebbe Milano ad un ruolo marginale nel contesto europeo e mondiale, specie in vista dell’Expo 2015. Una gestione di tipo privatistico della nuova Alitalia saprebbe invece valutare meglio le richieste del mercato: Milano, la Lombardia e il Nord Italia rappresentano infatti il nucleo centrale del trasporto aereo italiano, specie a seguito della forte riduzione del numero dei voli Alitalia, quando Milano Malpensa ha recuperato in poco tempo un significativo numero di viaggiatori a seguito dei nuovi collegamenti attivati da altre compagnie…Leggi il comunicato
venerdì 5 settembre 2008
Nuova nicchia di mercato per gli operatori turistici

Giannetti: risolto il problema delle adv e detrazione IVA già martedì scorso

"Sono soddisfatto che, già all'indomani dell'entrata in vigore della norma e cioè il 2 settembre, sia stato possibile risolvere un problema che rischiava di mettere fuori mercato il settore delle agenzie di viaggio. Sono ancora più soddisfatto per il fatto che sia bastato esporre attraverso una serie di comunicazioni inviate alla fine del mese di agosto le nostre ragioni per ottenere questo risultato senza bisogno di alcun incontro e già martedì scorso abbiamo potuto dedicarci con più tranquillità al nostro lavoro. Importante anche la collaborazione con Astoi coagulata da Federturismo e l'azione di quest'ultima in combinazione con Confindustria.
Devo rendere atto alla Sottosegretario ed ai suoi collaboratori la sensibilità dimostrata assieme ad una piena competenza che tra l'altro ci ha evitato inutili incontri.
Attendiamo comunque il provvedimento vero e proprio e la soluzione che deve disciplinare la materia dalla data di promulgazione al 1° settembre."
mercoledì 3 settembre 2008
Confindustria Basilicata: no all'esclusione della detraibilità dell'IVA su servizi aberghieri acquistati tramite Agenzie di Viaggi e Tour Operator

lunedì 1 settembre 2008
Cresce la fiducia nelle Agenzie di Viaggi sul mercato USA
La domanda di viaggi e vacanze non corre più inesorabilmente solo e soltanto verso il mercato online. I comportamenti si moltiplicano ed è netta la riscoperta delle Agenzie di Viaggi (come già evidenziato dal New York Times in un articolo riproposto da Assotravel).Come emerge da una ricerca di eMarketer, l’acquisto di viaggi on line negli Stati Uniti, tra il 2007 e il 2012, si manterrà su una percentuale più bassa (attorno all’11,6% medio annuo). L’analisi mette in luce la necessità, per i clienti, di un servizio personalizzato e professionale che Internet sembrerebbe non garantire.
Solo pochi anni fa, il numero dei motori di ricerca specializzati nella prenotazione di viaggi era molto limitato; oggi questo numero è cresciuto notevolmente disorientando le scelte dei consumatori che confusi ritornano ad acquistare nelle agenzie tradizionali.
Per ulteriori informazioni clicca qui
Esclusione dei servizi alberghieri acquistati attraverso agenzie di viaggio e tour operator: azione di Assotravel a favore delle imprese di business

Andrea Giannetti, Presidente Confindustria Assotravel, definisce la posizione dell'associazione in merito situazione generatasi dopo l'entrata in vigore del provvedimento varato con la manovra finanziaria "sono certo che il Governo risolverà questo gravissimo problema. Le aziende clienti delle agenzie di viaggio chiedono giustamente la fatturazione non volendo rinunciare all'opportunità di detrarre il 10% di Iva, e prefigurano di chiederla direttamente alle strutture ricettive. Occorre rimediare a questo problema ed anche in forma retroattiva rispetto alla data in cui tale soluzione sia rinvenuta, prossima finanziaria o per decreto. Domani mi risulta in atto una riunione tecnica presso i ministeri interessati da cui ci attendiamo già segnali positivi. Purtoppo il fatto che il Governo abbia posto la fiducia sull'intero blocco di previsioni contenute nel provvedimento ci ha impedito di intervenire efficacemente, cosa che stiamo facendo ora "
L'azione di Assotravel avviene in modo coordinato con Federturismo ed assieme ad Astoi, a tal proposito è già intervenuto il Presidente di Federturismo Confindustria Daniel John Winteler, attraverso una una lettera inviata al Sottosegretario Michela Brambilla, e anome di tutte le aziende aderenti al sistema sollecitando un suo tempestivo intervento nella quale si legge: "escludere la detraibilità dell'IVA per i servizi alberghieri acquistati dalle imprese attraverso tour operator e agenzie di viaggio é una grave penalizzazione di una parte vitale del nostro sistema turistico che, fra l'altro, rende più difficile per le imprese l'utilizzo del beneficio".
"Le modifiche del regime IVA delle prestazioni alberghiere, introdotte con la manovra finanziaria recentemente approvata, creano una discriminazione ingiusta e infondata, cui occorre porre rimedio con urgenza. La soluzione di questo problema - prosegue Winteler - rappresenta un'opportunità per dare prova, nei fatti, di avere veramente a cuore il futuro della nostra industria turistica".
mercoledì 13 agosto 2008
Il blog dell'assistente di volo
Nel blog di un assistente di volo dell'Alitalia, la cronaca di bordo con frigoriferi e bagni fuori uso, piatti mancanti, divise lacerate e persino una ruota sprovvista di una sorta di dispositivo che dovrebbe impedire agli spruzzi di acqua di raggiungere il motore dell'aereo. C'è questo e altro che documenta, con foto e cronache dettagliate dei suoi viaggi,AviatorAz, questo il nickname dietro al quale si cela uno steward 37enne originario del sud, denuncia, giorno dopo giorno, le mancanze con le quali deve fare i conti.Ma non tutte le criticità sono attribuibili alle compagnie aeree, spesso anche i viaggiatori...Vai al blog
mercoledì 30 luglio 2008
Botta e risposta tra una (gentile) agente e Assotravel
Buongiorno in questi giorni mi sono fatta (rifatta) delle domande se continuare questo lavoro o se non sia il caso di lasciare dopo alcuni anni (10 per la precisione e dunque tutto sommato sono parte dell'ultima generazione) o se invece debba ripensare al mio ruolo, al modo in cui svolgo il lavoro, alla conformazione degli spazi e all'accessibilità dell'agenzia di viaggio. Ho la sensazione che per i clienti, per la maggior parte di essi, noi agenti di viaggio siamo tutti uguali, entrare in una agenzia o in quella accanto è in fondo la stessa cosa. A ben guardare è anche una sensazione corretta, ad un primo approccio: vendiamo tutti un pò le stesse cose, pacchetti, voli o traghetti o altro, sugli espositori ci sono i soliti cataloghi, i cartelloni sono sempre gli stessi e così pure le offerte esposte in vetrina.
Poi a volte si forma un'opione diversa: i clienti scoprono che non sei solo lì per vendere sharm in 2x1 ma ne sai qualcosa di più. Allora si instaura un rapporto di fiducia e di rispetto che permette al bravo agente di far la differenza. E ti fanno pure pubblicità gratis, la miglior pubblicità, quella del passaparola. Per altri clienti invece non funziona così: l'idea di fondo è che tu sei un negoziante come un'altro, quindi è un loro diritto "chiedere senza impegno", equivale ad entrare in un negozio e provarsi un paio di scarpe o un vestito - se poi non mi sta bene mica sono costretto ad acquistarlo. E dunque, anche un viaggio o un volo o un traghetto se non ha gli orari o il prezzo che mi sta bene mica sono costretto ad acquistarlo, o no? Già più che legittimo. Tuttavia solo a noi agenti capita che il clienti arrivi con il preventivo di un'altra agenzia in mano, o con i fogli stampati da internet, dai vari siti expedia, edreams, ecc edd. Sorrido e penso ai miei colleghi che corrono poi ad affiliarsi nell'affanno di poter offrire di più, nel dimostrare ai clienti che noi siamo competitivi con internet, che non c'è differenza. Probabile che sia io quella che non capisce ma a me sembra che la differenza ci sia, eccome. E non sta nel prezzo, non per me.Intendiamoci: internet è una cosa fantastica, semplifica la vita tantissimo, anche e soprattutto ad un agente di viaggio. Ma introduce anche problematiche notevoli nella decodifica delle informazioni, nella loro gestione e nel rapporto con i clienti. Chi l'ha detto che gli agenti di viaggio devono sobbarcarsi anche il ruolo di "educatori" nell'uso delle risorse di internet?90% (sto barando sulla cifra ma è per paradosso) delle persone con cui parlo identificano il volo low-cost con un volo ryan air, che naturalmente ringrazia. 99% (again per paradosso) non capisce, e nemmeno gli interessa capire, che cosa sia e-dreams, expedia, travelocity, lastminute.com o todomondo. E non cito tutti gli altri che mi mandano a quel paese. Quando giro per l'Italia (tutti i weekend che posso) mi soffermo davanti alle vetrine delle agenzie e per lo più mi prende una depressione totale. Ma poi penso alle vetrine della mia agenzia, faccio mea culpa e penso che certi giorni non abbiamo nemmeno il tempo di respirare, figurarsi cambiare le locandine o dare una spolverata alla vetrine! All'università frequentai un corso di economia delle aziende industiali e una frase del prof Giovanni Costa mi folgorò: "le risorse umane (che non amano essere chiamate risorse e giustamente si offendono ad essere trattate come tali) hanno bisogno anche di tempo improduttivo per l'azienda, perchè è in tale tempo che si producono idee". Il corso mi piacque tanto, uno dei più bei ricordi dell'università (e 30 e lode in libretto).
La frase è ancora nella mia mente. Mi sembra di non avere tempo per produrre idee, per innovare, per documentarmi e gestire le informazioni. La redditità aziendale delle agenzie di viaggio è così bassa che non c'è tempo per essere creativi. O solo per poter tenersi aggiornati. Le battaglie con compagnie aeree, tour operators, hotels sono state tutte perse: le commissioni si sono ridotte a sancire di fatto che gli agenti sono dei parassiti (disse quello lì) e dunque destinati a scomparire perchè inutili. A parte che il paragone non regge (chiedere agli entomologi), in tempi di vacche magre come quelli odierni si proliferano le mail che ci arrivano con sollecitazioni a vendere perchè la commissione promessa arriva al 18 in alcuni casi addirittura al 20%.
Ma guardiamo in faccia la realtà le nostre commissioni sono destinate a diventare nulle in breve tempo e forse è necessario che sia così. E forse non è nemmeno sbagliato. La redditività va allora ricostruita su altre basi: o con grandii volumi che sono consentiti solo con grandi economie di scala tecnologiche e forte integrazione produzione-vendita o attraverso un riposizionamento del ruolo del singolo agente/imprenditore, che deve darsi una visione "consulenziale" a tutto tondo. Lo so non dico nulla di nuovo, se ne parla da tempo. Ma non vedo grandi novità sul mercato, i clienti continuano a percepire le agenzie di viaggio un pò tutte simili, una uguale all'altra, salvo che in quella c'è uno bravo e magari nell'altra uno scortese.
Oggi la gestione delle informazioni (dove, quando, come e perchè andare in un posto, cosa fare, come fare una "esperienza autentica" che è il nuovo leit motiv del turista consapevole o modaiolo fate voi) deve essere fatta in funzione di una scommessa reddituale. Bisogna aver coraggio a farsi pagare per dare le informazioni "giuste". Gli agenti di viaggio possono essere una fonte inesauribile di informazioni. Non solo: la competenza specifica degli agenti di viaggio è data proprio dalla sapienza tecnica che permette di costruire certi viaggio con il ritmo giusto, con la tonalità che si addice al cliente. In internet si può sognare un posto ma arrivarci può essere tutta un'altra faccenda. Farci una esperienza autentica poi può rivelarsi una delusione o un incubo se non corrisponde al paesaggio da cartolina o al documentario da national geografic che ci siamo prospettati. Insomma l'idea che mi frulla in testa è quella di cambiare radicalmente, a partire dall'agenzia e dal suo aspetto, per comunicare all'esterno il nuovo corso, farlo capire ai clienti, e recuperare redditività, tempo e creatività. Forse sono destinata a fallire nei miei propositi ma mi sembra che se vado avanti così, con la mia bella agenzia in centro storico, le sue belle scrivanie in ciliegio e le poltroncine in pelle, il risultato potrebbe essere un identico fallimento.Vorrei avere la vostra opinione e i vostri commenti Sabrina sabrina@blisseth.it
Salve Sabrina, raramente mi è capitata una lettera/email come questa. Ci arrivano lamentele senza prospettive ovvero critiche perchè ci si aspetta che un'associazione risolva i problemi del mondo (delle agenzie di viaggio). E più non si è associati e più si pretende da noi. Tant'è vero che ho iniziato a leggere la sua email pensando: "eccola qua, tra un po' inizierà a dire che è colpa nostra".Invece...Invece...La sua analisi è lucida e precisa, fotografa una situazione, ma non in maniera statica individua le dinamiche in atto anche se è originata da un momento di stanchezza professionale.Che dirle?Innanzi tutto che vorremmo pubblicarla, se ci autorizza, sul nostro blog dedicato agli agenti di viaggio (agenziediviaggioturismo.blogspot.com) dove troverà tanti spunti che le confermeranno che la pensiamo come lei. Ad esempio un filmato su ryan air oppure un articolo del New York Times (non "l'agenzia di viaggi" con tutto il rispetto) che si intitola "happy returns for travel agents" (http://agenziediviaggioturismo.blogspot.com/2007/07/consumatori-ed-agenzie-di-viaggio.html) che ci racconta come il consumatore stia riscoprendo sul mercato dove internet ed ecommerce sono più sviluppati proprio le vecchie e care agenzie. Viviamo una condizione particolare ed una fase economica del tutto specifica. Stiamo vivendo un periodo di impoverimento economico di questo paese che è solo più accentuato di altri poichè la ricchezza si sta ridistribuendo su questo pianeta (India e Cina soprattutto). In tutto questo si compie la rivoluzione di internet che amplifica, confonde, mischia e che proprio sulla parola viaggio (che è la più cliccata a livello mondiale a dispetto di sex che è la seconda) trova il suo apice di interesse. In questa tempesta economico mediatica c'è la sua agenzia di viaggio come fosse una barchetta.Ce la farà? Secondo noi tutti quelli che sapranno coniugare valore aggiunto (professionalità e conoscenza dei luoghi oltre alla capacità di interpretare le esigenze del cliente) alla comunicazione di tale valore (blog, siti web, email marketing, materiale in agenzia) potranno andare avanti.Qualche esempio di iniziative e di assunzione di ruolo? Abbiamo prodotto una pagina in cui raccontiamo al cliente delle "telefonate in volo", ne faremo altri sulle emergenze e sui loro effetti sui contratti, ma anche sui charter e sulle low cost (a proposito vada su wikipedia e digiti low cost si troverà un testo pronto per spiegare ai suoi clienti tutti, ma proprio tutti gli aspetti delle low cost). Serve? non serve? in primo luogo è uno stimolo per l'agenzia ad assumere il ruolo di "esperto di viaggi" nei confronti dei propri clienti. la qual cosa si può fare anche "a voce", ma la si può fare anche a costo zero con i mezzi del web 2.0 ottenendo l'indubbio vantaggio di essere "al passo" con le tecnologie. I clienti identificano sempre più internet con il tema viaggi, occorre esserci e non essere qualcos'altro, come un ottuso passaggio obbligato per poter viaggiare.Potremmo continuare, ma spero si sia capito che non esiste LA soluzione (se no la staremmo già praticando), esistono più soluzioni che vanno messe in fila. Occorre operare su più piani e lei ha già individuato il punto essenziale: "il passaparola". Non si possono avere più (se tutto va bene) clienti semplicemente fedeli, ma clienti entusiasti dell'agenzia, che scelgono di andare solo in quella agenzia, che convincono altri ad andare in quella agenzia. Nell'80% dei casi si sceglie un'agenzia sulla base del passaparola. Nel 65% dei casi si scegli una destinazione sulla base del passaparola (salvo poi andare su internet per cercare offerte sulla destinazione). Non ho ancora visto nessuno entusiasta di aver comprato su expedia se non per il prezzo, o comunque lei ha più possibilità di rendere entusiasti i suoi clienti, stimolandoli (offerte mirate, memoria di esigenze e gusti, verifica della soddisfazione al ritorno, concorsi fotografici, apertura di una community dei suoi clienti, informazioni su vari temi, ricerche...che ne so il messico ed i libri che parlano di messico oppure le migliori discoteche del mondo...e si trova tutto in internet...può fare lei il lavoro che farebbero loro e proporlo come un suo valore aggiunto...in fondo è più esperta di loro....o no?).Potrei continuare a lungo, quello che voglio dirle è: con questa mentalità, con questa capacità di analisi non perda il suo entusiasmo. Quando chiude al pubblico non scriva ad Assotravel ma scriva le azioni che vuol realizzare nel corso del 2008 e da settembre per migliorare il rapporto con i suoi clienti e verificarne il livello di soddisfazione, a questo aggiunga azioni per affermarsi come punto di riferimento e cosa le manca (una bacchetta magica, un database, la lampada di aladino, un tecnico per farle un sito semplice ma efficace aggiornabile in tempo reale su cui indirizzare i suoi clienti via email o via sms)Un affettuoso saluto.
Francesco Granese
Grazie della bella risposta piena di spunti. Mi è piaciuto tanto quando scrive: "Non si possono avere più (se tutto va bene) clienti semplicemente fedeli, ma clienti entusiasti dell'agenzia, che scelgono di andare solo in quella agenzia, che convincono altri ad andare in quella agenzia. Nell'80% dei casi si sceglie un'agenzia sulla base del passaparola. Nel 65% dei casi si scegli una destinazione sulla base del passaparola (salvo poi andare su internet per cercare offerte sulla destinazione). Non ho ancora visto nessuno entusiasta di aver comprato su expedia se non per il prezzo, o comunque lei ha più possibilità di rendere entusiasti i suoi clienti.." Frequento il vostro blog dall'inizio della sua costituzione e lo trovo sempre molto utile e stimolante. Su Assotravel sono sempre documentata tramite Travelco. Certamente la autorizzo a pubblicare la mail se lo ritiene utile ad aprire un dibattito - magari correga refusi ed errori avrei dovuto inforcare gli occhiali e rileggere bene prima di spedire la mai. Cordialmente Sabrina
martedì 29 luglio 2008
Le Agenzie di Viaggio on line inciampano ma non cadono
v. articolo http://www.bookingblog.com/agenzie-di-viaggio-on-line-inciampano-ma-non-cadono-per-il-momento/
martedì 22 luglio 2008
Fuel Surcharge e ruolo delle Associazioni, aderire o non aderire?
Spett.le ASSOTRAVEL ,scrivo solo due righe per porre una domanda di carattere tecnico e la stessa email è stata inviata anche a FIAVET:Come possiamo contrastare e difendere la faccia delle agenzia di viaggi nei confronti dei Tour Operators che speculano su adeguamenti del prezzo del carburante?.. Ventaglio caraibi = €. 190 - - - - Veratour caraibi € 149-----Condor €. 155, e così via dicendo. Il bello è che alle agenzia di viaggi viene commissionato (sai cosa importa il commissionamento del carburante).Ma il prezzo del petrolio non è lo stesso per tutti?..come si può pensare che la gente si fidi delle agenzia di viaggi quando gli stessi operatori giocano al rialzo con i prezzi accessori?. E le associazioni di settore non dicono niente????Noi ci teniamo ai nostri clienti e siamo sicuramente stanchi di dover giustificare il prezzo del petrolio che è sicuramente alto, ma siamo soprattutto stanchi di giustificare chi ci marcia sopra. E' vero che non siamo iscritti come agenzia alla vs associazione ma, se il silenzio è il biglietto da visita, ci guardiamo bene dal farlo. Siamo in contatto con oltre 50 agenzie (in aumento giorno per giorno) e siamo pronti a finire sui giornali. Striscia la Notizia ci ha già chiesto quando può venire da noi. Poi, però, non fate come si fa di solito in Italia che si prende la palla al balzo per saltare agli onori della cronaca quando arriva l' interesse dei media...a quel punto saremo noi a far notare del silenzio delle associazioni competenti.
Cordiali saluti, Fabrizio
Egregio Signor Fabrizio, Assotravel sin dallo scorso 26 giugno ha scritto al Sottosegretario Brambilla, alle reti dei network ed alla stessa Astoi per segnalare il grave problema ed il disagio degli agenti di viaggio nei confronti dei propri clienti (se le interessa una ricostruzione dei vari passaggi può consultare il nostro blog http://agenziediviaggioturismo.blogspot.com) oltre che siti come guida viaggi o ttg. Il prossimo 24 luglio inoltre ci incontreremo con Astoi per discutere del grave problema.Il nostro Servizio Legale sta studiando una soluzione cosa non facile perchè, oltre che da condividere, è pur vero che il prezzo del petrolio sta aumentando come constaterà (lei, noi e i suoi clienti) ogni volta che si reca a fare rifornimento con laua auto. Comunque se lei e le altre agenzie citate nella sua lettera siete tanto interessate al nostro operato al punto da chiedercene conto (che sembra lo sport preferito degli "agenti di viaggio non aderenti alle associazioni") le consigliamo di affiliarsi e di praticare lo stesso sport da tesserato con tutte le garanzie che questo comporta e, the last but not the least, a rafforzare il lavoro che quotidianamente svolgiamo per la nostra categoria.
Cordiali saluti
Il Direttore
Francesco Granese
Egr Sig. Granese, Le rubo ancora un minuto del Suo tempo con questa mia ultima email.Mi auguro che sia così come dice Lei, dato che potrebbe essere uno spunto per credere che le associazioni a qualcosa servono. Il prezzo dell'avio aumenta per tutti gli operatori nella stessa maniera. Ciò che non capiamo è come si possa accettare la speculazione, dato che è facile da individuare nei prezzi esposti da alcuni tra i più importanti T.O.La ringrazio, inoltre, per il consiglio di affiliarci...sicuramente valuteremo la cosa una volta accertato il reale lavoro svolto. Più che parole, preferiamo i fatti e, mi creda, il supporto non è migliore se c'è una tessera di mezzo. Non credo, comunque, che spetti a noi dimostrare che le associazioni di settore servono a tutelare il lavoro degli agenti di viaggio.Inoltre bisogna anche capire che esistono voci fuori dal coro, che non sono interessate ad una tessera o ad un intervento di chissà quale genere. Personalmente faccio questo lavoro da 20 anni e non ho mai chiesto l'intervento di una associazione, ma non concepisco che si debba pagare una tessera per avere risposte. Se è la differenza che volete creare, ci siete riusciti in pieno. O paghi e ottieni o non paghi e non ottieni.Anche noi, nel nostro piccolo, svolgiamo un lavoro di rafforzamento per la categoria, cercando di aprire gli occhi ai clienti su quanto accade nel mondo del turismo, dove circolano tante belle immagini e parole a dispetto della verità nuda e cruda. E questo lo facciamo senza esigere tessera, cercando di tutelare l'immagine degli agenti di viaggio che si fanno il classico "mazzo a tarallo" facendo davvero ottime consulenze e che rischiano di passare per scorretti quando si trovano a dover giustificare l'"adeguamento carburante" Visto che, come tutti coloro che lavorano, cerchiamo di tirare fine mese ed abbiamo anche la famiglia da mantenere, Le garantisco che lo sport che prediligiamo è quello di evitare di rimetterci la faccia di fronte a situazioni penose come questa e La invito (mi perdoni la franchezza, comunque paragonabile alla Sua) a non considerare le mie parole come un tiro al piccione....aderente o non aderente all'associazione, rimane sempre spiacevole constatare che si aprono blog, si discute ma non si fa niente di effettivo per la risoluzione del problema che non è presente solo adesso, ma da diverso tempo.
Cordialmente, Fabrizio Gentile
Signore, sono fermamente convinto che se tutti gli agenti di viaggio fossero iscritti ad un'associazione e questa fosse quindi in grado di prendere iniziative forti (per esempio pagine sui quotidiani nazionali) la categoria sarebbe realmente tutelata. La prova contraria, purtroppo per lei non esiste, e quindi il mio postulato regge.Tutte le associazioni di categoria si basano sui contributi degli associati, per cui devo per forza distinguere se un'azienda che si rivolge a noi è associata o meno. Non siamo un soggetto pubbligo...ancorchè di categoria nè il Fatebenefratelli. Una cosa è certa: le associazioni (ed il lavoro di chi si fa qualcosa di molto simile a quello che si fa lei) si criticano da "dentro" e non dal "di fuori" specie quando scoppia il bubbone e si aspetta di essere tutelati e si chiede conto dell'operato. Mi scusi, io non ce l'ho con lei ma lei è solo uno dei tanti. Quegli stessi che ci chiamano durante le emergenze e ci chiedono assistenza legale gratuita come se fossero associati, il modulo di qua, la precisazione di qua. Comunque, fatte salve le eccezioni che confermano la regola, per essere risposti o avere servizi da noi occorre essere associati così come presso la sua agenzia occorre pagare per avere i biglietti. Non capisco come non possa concepirlo.
Con cordialità (veramente)
Francesco Granese
ps: se permette lo metterai quasi quasi sul nostro blog questo scambio di vedute anche se un po' informale
Egregio,io rimango della mia come Lei della sua e concepisco fin troppo bene ciò che Lei espone...non concepisco che non si capisca che noi, come Voi, siamo intermediari. Se al tour operator non paghi l'assurdo adeguamento carburante, i biglietti non li hai e questo non per colpa nostra, visto che non siamo noi a prenotare le strutture ed i voli, ma loro. E qui torniamo al teorema iniziale che ha portato allo scambio di emails. Il Suo paragone dei biglietti, mi dispiace, lo devo smontare in questo modo.Mi auguro, e con questo gioco contro me stesso, che possiate davvero fare qualcosa e questo per il bene di tutti, associati e non associati. Se così sarà, sarò il primo a sostenere a spada tratta le motivazioni che vi spingono ad esistere come Associazione, anche come voce fuori dal coro (mantengo fede alla mia idea). La ringrazio per lo scambio di idee, che può tranquillamente esporre sul blog (io girerò la conversazione alle 48 reali agenzie che sono in contatto con me). Un pò di civile scambio di opinioni non può che far bene alle cause e, magari, dare una scossa a qualcuno che se ne sta fermo in attesa che venga buona. Un cordialissimo (sincero anche per me) in bocca al lupo, Fabrizio
FEDERTURISMO CONFINDUSTRIA E CONFCULTURA FIRMANO PROTOCOLLO D'INTESA
Il presidente di Federturismo Confindustria, Daniel John Winteler, il presidente di Confcultura, l'Associazione delle imprese private che gestiscono i servizi per la valorizzazione, fruizione e promozione dei beni culturali, Patrizia Asproni, hanno firmato un protocollo d'intesa per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Paese nel quadro dello sviluppo dell'industria turistica. L'accordo riconosce e promuove lo stretto collegamento tra lo sviluppo del turismo e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano, l'integrazione di quest'ultimo nella filiera del turismo e la necessità di sviluppare la sua fruizione in collegamento con i diversi tipi di turismo. Federturismo Confindustria e Confcultura collaboreranno nelle azioni di rappresentanza esterna sui temi ritenuti di strategico interesse per il settore dei beni culturali e svilupperanno insieme iniziative sul territorio .
martedì 8 luglio 2008
Guidaviaggi.it: Ryanair ancora sotto la lente Ue

Aperta un'indagine sugli aiuti concessi dall'aeroporto di Bratislava
La Commissione Europea ha aperto un'indagine sugli aiuti concessi a Ryanair dall'aeroporto di Bratislava: la decisione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. L'organismo ha chiesto alle autorità aeroportuali la documentazione relativa all'intesa in base alla quale la low cost beneficerebbe della riduzione delle spese aeroportuali del 31% per le destinazioni già esistenti e del 48% per i nuovi collegamenti. Bruxelles dubita che le agevolazioni concesse, ritenute aiuti di Stato, possano essere compatibili con le norme sul mercato unico e ha intimato al Paese di fornire i chiarimenti richiesti entro un mese."
mercoledì 2 luglio 2008
Abolito l'elenco "clienti e fornitori"
L’art. 33 del dl 112/2008 prevede infatti, l’abrogazione del comma 4 bis dell’art. 8 bis del Dpr 322/98 che nell’ambito della comunicazione annuale dati IVA, disciplinava gli obblighi relativi all’elenco clienti fornitori.
Lo stesso dl 112 provvede anche alla cancellazione delle sanzioni collegate ed anche eventuali violazioni commesse precedentemente a riguardo non sono più punibili.
Il provvedimento è entrato in vigore lo stesso giorno della pubblicazione.
Da Servizio Legale Confindustria Assotravel