wibiya widget

giovedì 19 luglio 2007

"a Milano l'80% delle adv irregolare". Ancora giornalismo "facile"


Purtroppo il settore agenzie di viaggio continua ad essere quello su cui i mezzi di informazione procedono con i paraocchi. La colpa probabilmente è anche nostra per aver non tanto tollerato, ma tralasciato, in passato, comportamenti non proprio canonici da parte di qualche appartenente alla categoria. La colpa è però sicuramente di alcuni organi di informazione che non sempre sono del tutto corretti e/o utilizzano un tema come il turismo che interessa un numero consistente di lettori trattandolo in modo negativo (altro esempio indiretto è il commento dell'italiano a Londra sulla sicurezza del paese dopo i falliti attentati presente su questo blog sempre nella sezione "emergenze").
L'ultima perla di giornalismo ci viene dal Corriere della Sera, ancorché nella sua versione on line, ancorché nella sua versione vivimilano (http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/07_Luglio/18/agenzie_vacanze_truffe.shtml).

In primo luogo tutto l'articolo si basa su un rilevamento effettuato su 25 agenzie della provincia di Milano (su ben 1750!) dove l'80% (delle 25!) risulterebbero non in regola. Queste difformità sono di vario genere, quindi anche amministrative, ma il redattore dell'articolo nel titolo opera una ardita estensione del risultato rilevato sul campione a tutto il novero delle imprese presenti nella provincia. Per quel che riguarda il "campione" non è dato da capire come sia stato costituito e con quali criteri. In verità un sospetto viene spontaneo: che si tratti della lista che la Provincia di Milano doveva per l'appunto controllare.
Come se non bastasse, riesce anche a legare il tema delle vacanze truffa addirittura alla 'ntrangheta dal momento che in passato su quel territorio ha operato un'agenzia in odore di appartenenza alla citata associazione a delinquere. Qui andrebbe detto che è di solito la 'ndrangheta apre un esercizio commerciale per riciclare denaro e non per mollare (come si dice a Roma) sole, ma il giornalista sarà bene informato evidentemente.
L'articolo poi è tutto un generalizzare ed un confondere dati riguardanti tutto il settore turismo attribuendoli in modo specifico alle agenzie di viaggio.
Il risultato è che non si fa una corretta informazione al settore e si danneggia un'intera categoria.
Nessun rispetto per chi lavora seriamente e professionalmente che non può che essere la stragande maggioranza. Nessuna possibilità che venga suggerito di scegliere con cura la propria agenzia cui affidare le proprie vacanze. Un vero e proprio consulente di viaggi da scegliere in base alla capacità di rispondere alle proprie esigenze così come si sceglie il proprio medico o il proprio avvocato.
Un altro esempio di alto giornalismo.
Purtroppo in Italia gli organi di informazione restano una sorta di casta (quasi ) intoccabile, anch'essa composta però anche di seri professionisti un po' come avviene nel settore delle agenzie di viaggio.

2 commenti:

Twister5 ha detto...

L'allarme lanciato dal Corsera sarà anche esagerato, tuttavia poichè non esiste nessuna funzione pubblica che controlla la regolarità delle agenzie viaggi, va da sè che la possibilità di ireregolarità è altissima.
A questi c'è d'aggiungere i numerosi Tour operator "fatti in casa" che con un noleggio d'autobus e 4 volantini (sgrammaticati) organizzano gite (anche di più giorni) pellegrinaggi e tant'altro.
Alla faccia di chi paga le tasse e ha dovuto sudare il titolo di direttore tecnico....
Antonio

Confindustria Assotravel ha detto...

Siamo d'accordo con lei, ma la nostra confluenza nulla toglie alla considerazione che la "carta stampata" tenda a calcare sempre la mano specie sui titoli (e questi sono sempre a nostro sfavore).
Inoltre nel caso del Corriere il campione statistico e, soprattutto, la sua interpretazione giornalistica sono assolutamente distorti.
Le autorità preposte ai controlli ci sono e si chiamano nello specifico Province, il problema però è molto complesso almeno dal punto di vista di Assotravel. Quando via internet chiunque dall'altra parte del mondo può realizzare un sito in italiano e vendere pacchetti turistici pur non avendo alcuna competenza, dobbiamo interrogarci, come lei dice, sul da farsi. Una parte del problema sarà risolta dalla diffusione del dominio.travel che sarà rilasciato solo agli operatori professionali. Anche come Assotravel abbiamo in mente altri progetti per garantire i prodotti, delle agenzie /to autorizzati al consumatore.